Fight Club - La recensione

 


Semplicemente un capolavoro

Un uomo senza nome soffre di insonnia e trova conforto unendosi a gruppi di sostegno per malati terminali. Qui incontra una donna, Marla Singer, la cui presenza nei gruppi lo infastidisce a tal punto che ritorna ad essere insonne. I suoi problemi sembrano svanire del tutto quando su un volo fa la conoscenza di Tyler Durden, un imprenditore nel campo del sapone con uno spiccato senso di anarchia e anticonformismo. Dopo una scazzottata da ubriachi, i due fondano il Fight Club, una società segreta in cui la gente si può picchiare per il semplice gusto di farlo.


CinePaura pensa che...

Nato dalla penna dello scrittore Chuck Palaniuk, poi finito nelle mani dell’abile e in esponenziale crescita David Fincher (ricordiamo che all’epoca era il “tizio” che aveva girato uno dei più bei film di sempre, Seven), Fight Club è un film che ha bisogno di ben poche presentazioni. Uscito nel 1999 dove ha riscosso un successo limitato sia di pubblico che di critica, nel circuito home video si è diffuso in maniera virale e viscerale (proprio come i club di pestaggio illegale del film) diventando un cult movie di quelli scolpiti nella pietra.

Protagonisti della storia sono tre personaggi talmente mitici che il loro nome e la loro reputazione li precede. Anzi, il nome di soltanto “due” di loro. Tyler Durden, interpretato da un grandioso Brad Pitt , è un specie di guru a capo di un folle piano nichilista di distruzione dell’animo umano e del capitalismo e consumismo; Marla Singer, imbrogliona dark e spanata, interpretata dalla bravissima Helena Bonham Carter. Poi c’è lui, il narratore, che a volte si chiama Rupert, a volte Cornelius, colui che un nome vero non ce l’ha, un insonne confuso anzi, molto confuso e interpretato da un altrettanto bravo Edward Norton. Ma Fight Club non è soltanto personaggi, Fight Club è un simbolo, un inno alla ribellione degli standard, un’opera che vomita sulle convenzioni ribaltandole.

In Fight Club si piscia nel brodo d'aragosta, si scoreggia sulle meringhe, si starnutisce sul tortino di indivia e sulla zuppa alla crema di funghi, beh, lo sapete. Sceneggiatura a prova di bomba, montaggio frenetico e messa in scena magistrale. Fincher dirige qualcosa che è più di un film, è il non plus ultra del cinema folle, qualcosa che ha lasciato un segno indelebile nel cuore di una generazione e che, speriamo, lo lasci anche in quelle successive. Non so se si era capito quanto fosse smisurato il nostro amore per questo film. Nel caso ve lo confermiamo: amiamo Fight Club.



Forse non sapevate che...                        

È stato inserito nel 2008 al decimo posto nella classifica Lista dei 500 migliori film della storia secondo Empire

Nel film sono stati inseriti alcuni messaggi subliminali. Per quattro volte, nella prima parte di film, appare la sagoma di Brad Pitt mentre nell’ultima scena è viene mostrato un pene

La canzone dell’ultima scena è “Where is my mind?” dei Pixies

Ha ricevuto la nominatio all’Oscar per il miglior montaggio sonoro

L'idea del romanzo è venuta all'autore Chuck Palahniuk dopo essere stato picchiato durante una gita in campeggio quando si era lamentato con alcuni campeggiatori vicini per il rumore della loro radio. Quando è tornato al lavoro, è rimasto affascinato nello scoprire che nessuno ha menzionato le sue ferite, dicendo invece cose banali come "Com'è andato il tuo fine settimana?" Palahniuk ha concluso che il motivo per cui le persone hanno reagito in questo modo era perché se gli avessero chiesto cosa fosse successo, sarebbe stato necessario un certo grado di interazione personale, e ai suoi colleghi di lavoro semplicemente non importava abbastanza per entrare in contatto con lui a livello personale. È stato il fascino per questo "blocco" sociale che è diventato il fondamento del romanzo

Nella scena in cui Brad Pitt e Edward Norton sono ubriachi e giocano a golf erano davvero ubriachi, e stavano colpendo con le palline il camper del catering

Brad Pitt e Helena Bonham Carter hanno passato tre giorni a registrare i suoni degli orgasmi per le scene di sesso (che nel film non si vedono)

La truccatrice di Helena Bonham Carter applicava il mascara all’attrice utilizzando la mano sinistra. Questo perché il personaggio di Marla non era una donna tanto stabile da applicare il trucco correttamente

Nella scena in cui un membro del Fight Club spruzza il prete con la canna dell’acqua, la telecamera trema appena. Questo accade perché il cameraman non è riuscito a trattenersi dal ridere



Informazioni

 

Regia di David Fincher

 

1999

 

Brad Pitt (Tyler Durden)
Edward Norton (il Narratore)
Helena Bonham Carter (Marla Singer)
Meaf Loaf (Robert Paulsen)

 

A cura di Andrea Costantini



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