Nuovo
stile per Oz Perkins che funziona così così
I gemelli Hal e Bill trovano nello sgabuzzino del padre una scimmia giocattolo. Sembra un giocattolo normale ma ha una particolarità: ogni volta che viene girata la chiave e la scimmia suona il tamburello, qualcuno nei dintorni muore in maniera orribile. Una volta scoperto il mistero del giocattolo maledetto, i gemelli faranno di tutto per cercare di eliminarlo.
CinePaura pensa che...
Nuovo stile in arrivo per il valido regista Oz Perkins oppure una semplice deviazione dai suoi standard? Ci auguriamo di tutto cuore la seconda, visto che il suo The Monkey, tratto dal racconto di Stephen King La scimmia non è di certo all’altezza dei suoi precedenti lavori, in particolare quel gioiellino ricco di angoscia che era Longlegs. Perkins abbandona il suo stile freddo e distaccato per immergersi nella più classica delle storie kinghiane. Due fratellini gemelli, uno docile come un agnellino mentre l’altro simpatico come le dita nella corrente, trovano tra le cianfrusaglie di papà che ha vigliaccamente alzato i tacchi una scimmia giocattolo parecchio inquietante. Pare che quella scimmia sia maledetta e ogni volta che viene girata la sua chiave ed essa comincia a picchiettare sul suo tamburello, qualcuno nei dintorni muoia in maniera assurda. Prepariamoci a intestini strappati, calabroni che divorano corpi dall’interno, mandrie di cavalli che maciullano e così via, una più assurda e splatter dell’altra.
Il film si discosta di parecchio rispetto a quanto fatto in passato da Perkins. Dimentichiamoci i tempi dilatati, i fuori campo e le atmosfere cupe, in The Monkey il buon Oz se la spassa alla grande, si diverte giocando con la morte e cercando di sorprendere lo spettatore in tal senso. Tutti dobbiamo morire, perché non riderci su? Crea una sorta di Final Destination grottesco e si sbizzarrisce con le morti in maniera fantasiosa, non lesinando affatto sullo splatter. Ma The Monkey finisce qui, prende un racconto breve del maestro King, lo rivede e lo stiracchia fino a farlo durare un’ora e quaranta, decisamente troppo per la storia in gioco. In più ci mette dentro un mucchio di ironia che fa davvero poco ridere.
In sostanza, il film può considerarsi una deviazione dai suoi standard non del tutto riuscita. Il suo scopo era chiaramente quello di divertire, dato che le morti in questione sono una più bizzarra e assurda dell’altra ma non riesce né nell’intento di far sorridere né a far provare disgusto. Quindi caro Oz, torna al più presto a fare quello che sai fare bene, per favore. Grazie.
Forse non sapevate che...
Il racconto è la trasposizione del racconto La scimmia di Stephen King, uscito nel 1980 sulla rivista Gallery e pubblicato successivamente nella raccolta Scheletri nel 1985
Non si tratta della prima trasposizione cinematografica del racconto. La prima è stata The Devil's Gift di Kenneth J. Berton nel 1984
Il regista Oz Perkins interpreta lo zio Chip
La scimmia del racconto di Stephen King suonava i piatti per uccidere mentre quella del film ha un tamburello. Questo perché la scimmia con i piatti è diventata proprietà della Disney dopo essere apparsa nel film Toy Story 3.
Informazioni
Diretto
da Oz Perkins
2015
Theo James (Hal e Bill Shelburn)
Christian Convery (Hal e Bill da bambini)
Tatiana Maslany (Lois Shelburn)
Colin O'Brien (Petey Shelburn)
A cura
di Andrea Costantini
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