Heresy - La recensione

 


Mediometraggio folk-horror da leccarsi i baffi

 

Nel cuore di un villaggio medievale, Frieda è ritenuta colpevole della sua infertilità. Disperata, si affida a Dio. Ma quando fugge da un tentato abuso e riemerge viva dalla foresta dalla quale nessuno è mai tornato, qualcosa cambia. Il villaggio mormora: non è stato Dio a salvarla. Forse è qualcos’altro. Qualcosa che vive nella nebbia, oltre gli alberi. E Frieda, lentamente, inizia a crederci.


CinePaura pensa che...


L’ultima chicca distribuita da CG Entertainment sul loro canale streaming è l’olandese Heresy che tanto si ispira a quel gioiellino che ha lanciato Robert Eggers nel 2015 che era The VVitch. Qui siamo in pieno territorio indie ed è sempre un piacere sapere che nel sottobosco degli indipendenti, obnubilati dalla grande distribuzione, esistano tali perle. Heresy è una storia che attinge dal folklore olandese, in quei periodi bui in cui la fede in Dio era l’unico modo per sopravvivere alla dannazione eterna e il Diavolo era sempre in agguato pronto a ghermire i cittadini con i suoi lunghi artigli demoniaci e maledetti. Soprattutto in quel bosco, dal quale a quanto pare nessuna donna ne è mai uscita viva tranne Freida, condannata ad essere sterile e pertanto inutile agli occhi del marito e della comunità. Cosa si cela in quel bosco nessuno lo sa ma è senza ombra di dubbio quanto di più vicino al Diavolo esista.

Esordio alla regia per Didier Konings che riesce nell’intento di sfondare la barriera del sottobosco sopracitato per piombare nei vari festival, dove ha attirato l’attenzione degli appassionati per poi arrivare anche in Italia in streaming. Quello che Konings mette in scena è un horror suggestivo, fatto di pochissime parole e molte immagini evocative, in particolare quando ci troviamo nel bosco maledetto e le “witte wietten” del titolo, le “donne bianche”, si palesano in tutto il loro orrore. Konings ha imparato molto sugli effetti speciali e sulle atmosfere e riesce a creare qualcosa di suggestivo con davvero una manciata di spiccioli. Il villaggio in cui le fondamenta sono la religione e la fede si oppone in antitesi al bosco in cui il mistico dilaga generando così un sottile confine tra il bene e il male. Ma ciò che si nasconde nel bosco è davvero così malvagio? Siamo davvero certi che il cristianesimo dirompente nel villaggio con le sue preghiere, le punizioni e le convinzioni che Freida sia la puttana dei Satana siano davvero ciò viene definito il Bene e che le creature del bosco, quando salvano Freida dall’abuso di un fedele, siano davvero così cattive?

Il film è di fatto un mediometraggio, dura poco meno di un’ora ma sfrutta pienamente ogni minuto a sua disposizione per costruire la vicenda, evitando le lungaggini spesso presenti nei prodotti di nicchia low budget e creando così un film che vale davvero la pena vedere. Realizzato benissimo, Heresy merita l’attenzione degli amanti dell’horror folkloristico ma non solo. È un bell’esempio di come si possa realizzate un prodotto valido ed efficace con pochi mezzi a disposizione.




 

Forse non sapevate che...


Il regista ha lavorato in grandi produzioni hollywoodiane come tecnico degli effetti speciali. Tra le sue partecipazioni spiccano Ghostbusters: Legacy, I pirati dei Caraini e Wonder Woman.

Witte Wietten è il titolo originale del film e significa letteralmente “donne bianche” e sono delle figure femminili del folclore olandese e belga. Di solito compaiono in gruppi di tre e sono rappresentate come streghe o spiriti

Il film è disponibile sul canale digitale di CG Tv Streaming





Informazioni

Diretto da Didier Konings

 

2024 

 

A cura di Andrea Costantini



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