L'uomo leopardo - La recensione

 


Tourneur e uno dei primi slasher della storia


In un villaggio del Nex Mexico il proprietario di un night club affitta un leopardo per rendere lo show di Kiki più accattivante ma durante la prima apparizione, il leopardo si spaventa e fugge. Da quel momento in poi in paese cominciano a morire le persone. Dapprincipio il leopardo sembra essere il principale sospettato ma alcuni sostengono che le morti siano causate da un uomo.


CinePaura pensa che...

 

L’anno dopo aver diretto il grande successo Il bacio della pantera, Jacques Tourneur ritorna con un horror in cui il protagonista è un felino. L’uomo leopardo del 1943 è l’adattamento del romanzo L’alibi nero di Cornell Woolrich che pur apportandone diverse modifiche, lascia invariate le atmosfere inquietanti. Dopo che un felino esibito in un night club per diletto di dilegua spaventato, nel paesino cominciano a morire le persone, in particolare le donne. Ma non tutti sono convinti che si tratti di attacchi da parte del leopardo bensì frutto delle azioni di un uomo malvagio.

L’uomo leopardo, dopo Il bacio della pantera e Ho camminato con uno zombie, chiude la trilogia del sodalizio tra Jacques Tourneur e Val Lewton, geniale produttore di Bmovie della Rko. Sebbene il film sia misconosciuto alle masse vanta di essere uno dei primissimi esempi di serial killer mostrati sullo schermo (prima di lui solo M Il mostro di Dusseldorf e pochissimi altri) virando tuttavia la messa in scena e la storia verso l’horror vero e proprio. Sono presenti tutti gli elementi tipici del noir tanto in voga in quegli anni gettando però al tempo stesso le basi per definire tutte le regole che saranno poi applicate negli slasher che verranno in futuro (l’assassino nell’ombra, morti violente e sanguinose, la tensione prima della morte, il twist sul vero colpevole).

Un bianco e nero bellissimo esalta le luci e le ombre e l’utilizzo del suono (le nacchere fuori campo per esempio) che detta indizi su chi sia il vero colpevole degli omicidi. Ci sono sequenze memorabili e terrificanti a non finire: la ragazza che deve attraversare il sottopasso oscuro, la camminata notturna dei monaci durante la processione e, la scena più forte e drammatica di tutto il film, la madre che non apre la porta alla figlia mentre questa viene ammazzata barbaramente sull’uscio di casa.



Forse non sapevate che...          

Dynamite, il leopardo usato per le riprese, è lo stesso usato anche per Il bacio della pantera

William Friedkin sosteneva che questo film fosse un capolavoro assoluto, che ha ispirato molti registi a venire nonché uno dei primi film a incutere terrore senza mostrare nulla



Informazioni

Diretto da Jacques Tourneur

 

1943

Dennis O'Keefe (Jerry Manning)
Margo (Clo-Clo)
Jean Brooks (Kiki Walker)
Isabel Jewell (Maria)

A cura di Andrea Costantini



 

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