Homunculus - La recensione

 


Dall’omonimo fumetto un film che non prende

 

Susumu Nakoshi è un senzatetto che vive all’interno della sua vecchia automobile, che passa il suo tempo rimpinzandosi in alberghi di lusso e sedendosi insieme ai senzatetto del paese. Un giorno viene avvicinato da Manabu Ito, uno studente di medicina che gli propone di sottoporsi alla trapanazione del cranio, per liberare i sensi normalmente celati in un essere umano. Nakoshi accetta di subire l’intervento e, al suo risveglio, si rende conto di essere in grado di vedere i traumi più reconditi delle persone che lo circondano.


CinePaura pensa che...

Dopo una serie pressoché infinta di The Grudge giapponesi e non, il regista Takashi Shimizu decide di abbandonare (temporaneamente?) i fantasmi rancorosi per andare a scavare nei traumi della gente. E lo fa con Homunculus, film del 2021 che attinge dall’omonimo manga di Yamamoto. Un uomo che vive ai confini del mondo accetta di aprire la sua mente a una sorta di “sesto senso” che gli permette di vedere i traumi delle persone che lo circondano, andando a scavare al contempo nei meandri della sua anima.

Un film in cui il dualismo è onnipresente: se da un lato la parte nascosta è messa in bella mostra in maniera ossimorica nei protagonisti (Susumu è sia un senzatetto che un ricco benestante, Manabu sia un medico che un punk dai mille piercing e capelli colorati), gli omunculi non sono altro che il lato nascosto di ognuno di noi, invisibili agli occhi della gente comune se non previa apertura fisica (e metaforica) di un terzo occhio. Un concetto profondo e un’occasione interessante per esplorare la profondità della mente dell’essere umano che però Shimizu non riesce a mettere su pellicola con la giusta enfasi.

Il film scorre via lento, senza picchi emozionali come appunto la storia prevedrebbe e alla fine si ha la sensazione il tutto non sia stato sviluppato nel migliore dei modi, quasi ci fosse poca voglia di portare a termine il progetto. Ed è un peccato perché un soggetto valido come questo meritava più attenzione.



Forse non sapevate che...

Disponibile sulla piattaforma Netflix

L’omonimo fumetto è stato un successo planetario con oltre 4 milioni di copie vendute

Shimizu ha diretto in totale sette film della saga Ju-on



 

Informazioni

 

Diretto da Takashi Shimizu

 

2021

Anna Ishii (studentessa)
Gô Ayano (Susumu Nokoshi)
Ryo Narita (Manabu Ito)
Yukino Kishii (donna misteriosa)

 

A cura di Andrea Costantini



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