Ghostbusters: Legacy - La recensione

 


Un revival meraviglioso che punta dritto al cuore

 

Callie è una madre single, vive con i due figli, Trevor e Phoebe e ha un sacco di problemi economici. Quando apprende la notizia della morte dell’odiato padre, un barlume di speranza si accende. Chissà che cosa le avrà lasciato il vecchio in eredità? In realtà poco o nulla, una fattoria in rovina nella minuscola cittadina di Summerville. La donna, non avendo possibilità di scelta in quanto prossima allo sfratto, si trasferisce coi figli nella fatiscente abitazione. Qui trovano un mucchio di apparecchiature strane e oggetti di ogni tipo. Il vecchio era un tizio davvero strano e in paese lo consideravano un pazzo. Phoebe, nerd fino al midollo e appassionata di scienza, si accorge che suo nonno forse non era così pazzo quando nella cittadina, e soprattutto nella miniera poco distante dal paese, attività paranormali cominciano a manifestarsi.


CinePaura pensa che...

Ghostbusters, io l’ho guardato almeno duecento volte. Il numero è buttato lì a caso ma non si discosta di molto dalla realtà Ho passato la mia adolescenza insieme a Peter, Ray, Egon e Winston. Quando nel 2016 è stato annunciato il nuovo Ghostbusters tutto al femminile, io come molti altri, ho storto un po’ il naso. A ragion veduta perché quel Ghostbusters non merita di portare nome di tale importanza. Non aveva neanche l’idea di chi fossero realmente gli acchiappafantasmi. Poi nel 2021 arriva Jason Reitman, figlio di Ivan, autore di tutto rispetto e più volte candidato agli Oscar (Per Juno e Tra le nuvole) e decide, con il supporto del produttore Dan Aykroyd, di girare il VERO terzo capitolo della saga. Ed è chiaro che oltre al talento, il buon Jason ha visto il film di papà tante volte, amandolo. E riesce in pieno nel realizzare un sequel di tutto rispetto, in grado di cogliere lo spirito di un classico generazionale.

Un’opera che ha il profumo della nostalgia e che mira dritto al cuore degli ex ragazzini, ora quarantenni (come colui che scrive) che serbano ricordi di quando, nel cortile di casa, improvvisavano zaini protonici di fortuna e stavano attenti a non incrociare i flussi perché sarebbe stato “male”. Ma per come si pone, Ghostbusters Legacy riesce ad arrivare anche ai neofiti, ai post-millennial perché al di là dell’aspetto nostalgico, è un’avventura fantastica coi fiocchi. La trama introduce inizialmente nuovi personaggi, Callie, Trevor e Phoebe, una famiglia in difficoltà che spera che la recente morte dell’odioso nonno porti un po’ di beneficio economico quando in realtà tutto ciò che ereditano è una catapecchia ai confini del mondo. Ma chi era l’uomo tanto scorbutico, decisamente fuori di testa che non faceva altro che blaterare stranezze e zappare un campo in cui non seminava nulla? Facile intuirlo, basta guardare gli occhiali della nipote per capirlo. Non appena la famiglia sfrattata dalla casa di città si trasferisce a Summerville, ecco giungere il vero spirito degli acchiappafantasmi, pieno di avventura, ritmo e citazioni. E non vi dico il divertimento nel trovarle, alcune davvero geniali (in una scena si vede addirittura la collezione di spore, muffe e funghi di Egon).

Tutti i personaggi funzionano benissimo, dal primo all’ultimo ma è impossibile non innamorarsi di McKenna Grace, la giovane scienziata (come ama definirsi) che ha il cuore e lo spirito di suo nonno. Un ritmo pazzesco, scene divertenti e dialoghi intelligenti e, non per ultimo visto che si tratta di un film fantastico, gli effetti speciali bellissimi con new entry ad arricchire il catalogo dei fantasmi e spettacolari grandi ritorni, ricostruiti con la tecnologia di oggi ma che mantengono lo spirito di quarant’anni fa. E nell’ultima scena i veterani non potranno trattenere le lacrime dall’emozione. Bello, bellissimo, un obiettivo raggiunto in pieno. Venimmo, vedemmo e apprezzammo.



Forse non sapevate che...

Il film è dedicato a Harold Ramis, scomparso nel 2014

Il versetto Rivelazioni 6:12, che si legge diverse volte nel film (compreso un tatuaggio sul braccio di Ray) è lo stesso pronunciato da Winston nel primo film. In inglese recita “I watched as he opened the sixth seal. There was a great earthquake. The sun turned black like sackcloth made of goat hair, the whole moon turned blood red

Il sedile estraibile della Ecto1 non è presente nei film ma nella serie animata The Real Ghostbusters

Gli unici protagonisti del primo film a non avere una parte sono tre: Harold Ramis e David Margulies, che sono morti. E Rick Moranis

Il titolo originale è Afterlife, "tradotto" in italiano in Legacy



Informazioni

 

Diretto da Jason Reitman

 

2021


Carrie Coon (Callie Spengler)
Finn Wolfhard (Trevor Spengler)
Mckenna Grace (Phoebe Spengler)
Paul Rudd (Gary Grooberson)
Logan Kim (Podcast)
Celeste O'Connor (Lucky Domingo)

 

A cura di Andrea Costantini



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