Vestito per uccidere - La recensione

 


Thriller di stampo hitchcockiano tecnicamente impeccabile

 

Kate è una casalinga sessualmente frustrata che cerca conforto nel letto degli sconosciuti e per questo è in terapia con il dottor Elliot. Dopo un rapporto sessuale con un uomo approcciato in un museo, Kate viene barbaramente uccisa con un rasoio nell’ascensore. Testimone oculare dell’omicidio è Liz, una prostituta che viene inserita nella lista dei principali sospettati. Liz si dichiara innocente e l’unico che le crede è il figlio della donna uccisa. Nel frattempo qualcuno comincia a pedinarla e Liz sospetta si tratti dell’assassino.


CinePaura pensa che...

Brian De Palma è senza ombra di dubbio uno dei registi più talentuosi di sempre. A sostenere tale affermazione ci sono i virtuosismi che abitualmente inserisce nei suoi film, in particolare nel genere thriller. Uno dei più classici tra suoi lavori è Vestito per uccidere, del 1980, di puro stampo hitchcockiano e infarcito di tutti quelle destrezze registiche che lo hanno reso un big della settima arte.

In Vestito per uccidere la storia è tra le più classiche: una donna viene uccisa e l’unica testimone viene accusata dell’ omicidio. Ciò che rende il film un pilastro del genere non è tanto la trama assai basica quanto un importante utilizzo del sesso in maniera morbosa con diverse scene perturbanti. Basti pensare che Angie Dickinson è una ninfomane frustrata e il film comincia con lei sotto la doccia che si masturba dopo un rapporto sessuale. Il sesso mostrato non è mai eccitante e questo contribuisce a rendere l’atmosfera del film malsana.

Ma al di là dei contenuti sessuali e morbosi, il film è una lezione di regia in puro stile De Palma. Le scene di tensione (una su tutte il pedinamento nella galleria d’arte) sono orchestrate magistralmente utilizzando le più svariate tecniche cinematografiche  come complessi piani sequenza, split screen e messe a fuoco. Trama e sceneggiatura basiche con una messa in scena perfetta. Colonna sonora importante e funzionale a cura di Pino Donaggio.



Forse non sapevate che...

Nella scena della doccia Angie Dickinson è stata sostituita da una controfigura. Si tratta della modella di Penthouse Victoria Lynn

De Palma ha ricevuto diverse critiche dalla comunità gay che accusò il regista di aver diffuso un’immagine negativa dell’omosessualità

Il film inizia con una scena nella doccia e finisce con un risveglio da un incubo. Anche Carrie (sempre diretto da De Palma) iniziava e terminava nella stessa maniera

La scena del museo dura nove minuti e non viene pronunciata una parola


Informazioni

 

Regia di Brian De Palma

 

1980

Michael Caine (Dr. Robert Elliott)
Angie Dickinson (Kate Miller)
Keith Gordon (Peter Miller)
Nancy Allen (Liz Blake)
Dennis Franz (Detective Marino)

 

A cura di Andrea Costantini



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