Mara - La recensione

 


La paralisi del sonno e i mostri che la causano

 

La psicologa Kate Fuller viene chiamata dalla polizia per indagare su un caso di uxoricidio. La donna, in stato di arresto dichiara di essere innocente e che un mostro ha ammazzato suo marito. La stessa cosa pare confermare la figlia, in apparente stato di shock. Quando Kate inizia a indagare, scopre che ciò che la donna dice di aver visto potrebbe essere vero. Una leggenda narra di Mara, un demone che fa visita alle persone durante il sonno con scopi tutt’altro che benevoli. Le cose peggiorano quando anche Kate comincia a vedere il mostro.


CinePaura pensa che...

Paralisi del sonno. Chi ha avuto la sfortuna di provarla l’ha descritta come un’esperienza terribile, così terribile da svilupparci poi attorno storie spaventose, leggende metropolitane che tirano in ballo addirittura creature mostruose varie. Una di queste leggende vede un demone (chiamato in decine di modi diversi) che paralizza mettendosi a sedere sul petto del malcapitato che, bloccato, non può fare altro che provare terrore. E su una storia così agghiacciante sono nate alcune pellicole, parecchie a dire il vero, tra le quali decisamente non spicca Mara del 2018.

La Mara in questione è un mostro di samariana memoria, è il demone che ci impedisce di passare notti tranquille nonché il vero e unico protagonista del film, interpretato da un sempre grandioso Javier Botet che a causa della sua patologia (Sindrome di Marfan) riesce a dare corpo a una creatura terrificante. Ma le idee di Mara terminano qui perché la storia che ci rifila è una minestra riscaldata talmente tante volte che ormai ne conosciamo a memoria il sapore. Una psicologa che indaga con la polizia su un omicidio per poi scoprire che l’omicidio stesso non è stato perpetrato dal presunto colpevole bensì da un mostro che nottetempo priva della vita persone a caso. E guarda caso poi la psicologa stessa comincia anch’essa a vedere cose, di notte. Originale, vero?

Vorremmo dirvi che l’epilogo contenga qualche novità ma no, neanche lì. Però il nostro scopo non è quello di sputare veleno sul lavoro altrui, soprattutto su coloro che si cimentano nel portare avanti il genere che tutti noi amiamo e, anche nel caso in cui il salvabile è davvero poco (come nel caso di Mara) ci teniamo a evidenziare le cose positive. È una storia control C control V di mille altre ma c’è Botet che è sempre un grande e, perché no, qualche bello spavento. È originale? No. È bello? Neanche. Funziona? Sì, dai.



Forse non sapevate che...

Il nome Mara arriva dal folklore del Nord Europa. In Scandinavia le persone sono solite dire dopo un incubo di essere state calvalcate dalla Mara. In norvegese “mareritt” significa appunto incubo. Nella cultura greca, invece, lo chiamano “mora”

Non è stato accolto bene dalla critica, infatti sull’aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes ha il 28% di valutazioni positive



Informazioni

 

Diretto da Clive Tonge

 

2018

Olga Kurylenko (Kate Fuller)
Craig Conway (Dougie)
Javier Botet (Mara)
Rosie Fellner (Helena)
Lance E. Nichols (McCarthy)

 

A cura di Andrea Costantini



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