Martin - La recensione

 


Vampiri romeriani e dove trovarli

Il giovane Martin si trasferisce a casa dei cugini Cuda e Christina nella desolata cittadina di Braddock. Cuda è convinto che Martin sia un vampiro e durante la sua permanenza in casa lo tratta come tale. Martin nega tutto quanto anche se confessa le sue presunte origini vampiresche a un programma radiofonico e uccide giovani donne, prima sedandole poi dissanguandole con una lametta per bere il loro sangue.


CinePaura pensa che...

 

Dopo aver diretto uno dei più grandi classici della storia del cinema (La notte dei morti viventi) e una serie di pellicole di minor impatto ma comunque valide (The Amusement Park, La stagione della strega, La città verrà distrutta all’alba), l’amatissimo George A. Romero nel 1977 decide di affrontare il tema del vampirismo in una veste diversa da ciò che era stato fatto in precedenza. Niente Dracula succhiasangue coi canini appuntiti e mantelli neri bensì un giovane silenzioso dal passato tormentato, afflitto da un sacco di paturnie e che utilizza sonniferi e lamette per procurarsi il sangue.

Martoriato da un anziano cugino convinto che sia un vero vampiro, il giovane Martin vive la sua misera vita tra dubbi, omicidi e l’incapacità di stare con una donna. Girato in location squallidissime ed efficaci (il budget inesistente in questo caso ha giocato a favore), Martin punta tutto il suo potenziale sull’ambiguità del protagonista. È o non è un vero vampiro? Ha davvero la necessità di nutrirsi di sangue umano? Ad aumentare i dubbi ci sono flashback in bianco e nero relativi alla sua vita passata che confermerebbero la sua identità vampiresca ma al tempo stesso aggiungono ulteriori dubbi.

In parte penalizzato da una lentezza di fondo nella narrazione, Martin (inteso come film ma anche come personaggio) è tuttavia un tassello importante nella filmografia di Romero, tant’è vero che il regista stesso lo ha sempre reputato il suo lavoro migliore.



Forse non sapevate che...                        

George Romero ha sempre sostenuto che questo fosse il suo miglior film

Il film subì diverse modifiche alla sua uscita in Italia, rendendolo quasi un film diverso. Oltre al titolo (Wampyr vs Martin) e una differenza di circa una decina di minuti nella durata totale, alcune sequenze sono state accorciate e del tutto rimodellate. Addirittura la colonna sonora è stata rivista dai Goblin anziché mantenere l’originale di Donald Rubinstein.

Romero fa una comparsa nei panni del prete e il mitico Tom Savini interpreta Arthur ma al tempo stesso si occupa degli effetti speciali



Informazioni

Diretto da George A. Romero

 

1977

John Amplas (Martin)
Lincoln Maazel (Tateh Cuda)
Christine Forrest (Christina)
Elyane Nadeau (Mrs. Abbie Santini)
Tom Savini (Arthur)

A cura di Andrea Costantini



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